Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

Achini: affidiamo a Papa Francesco la nostra passione educativa

Achini: affidiamo a Papa Francesco la nostra passione educativa

Il testo integrale dell’intervento del Presidente Nazionale dinnanzi al Papa nell’incontro del 7 giugno in Piazza San Pietro.



Carissimo Papa Francesco, buon pomeriggio. Semplicemente ma anche sentitamente, molto sentitamente ….GRAZIE.



Grazie per il dono che Lei ci fa di questo incontro. Un incontro che ci riempie il cuore di gioia e di speranza.
Davanti a Lei, santità si trova radunata una parte numerosa e rappresentativa di un grande popolo e di un popolo grande.

Sono i ragazzi, le ragazze, i genitori, gli allenatori, i dirigenti, gli animatori, gli arbitri, i Presidenti delle società sportive che operano nelle parrocchie, negli oratori, nei quartieri, nelle periferie…. Nei campetti e nelle palestre dei comuni grandi e piccoli di tutta Italia.

Santità, sono venuti qui per fare festa, con Lei. Noi non siamo semplicemente degli sportivi. Ci piace giocare… certo. …. Quando capita ci piace anche vincere …. Ma tutto questo non ci basta. Siamo e vogliamo essere dei veri educatori, capaci di testimoniare attraverso lo sport la vita buona del Vangelo.

Siamo convinti che oggi c’è una sola partita che nessuno può permettersi di perdere: quella di educare i giovani alla vita. E noi quella partita vogliamo giocarla sino in fondo con impegno e entusiasmo.

Siamo qui oggi tutti insieme, bambini, ragazzi, giovani, adulti, campioni, perché vogliamo affidare a Lei, carissimo Santo Padre, la nostra passione educativa.
Noi sappiamo che lei ci vuole bene e che ha fiducia in noi. Per questo vogliamo chiederle di starci vicino, di pregare per noi, di darci la forza di accogliere sempre tutti, ma proprio tutti nel nostro servizio educativo attraverso lo sport.

Le chiediamo di darci la forza per accogliere due volte tutte le persone che vivono un momento di fragilità o di povertà umana, spirituale, fisica, materiale, esistenziale …

Santità, siamo qui oggi anche in occasione di due ricorrenze per noi molto belle e significative.
I 70 anni di vita del CSI, Centro Sportivo Italiano, nato nel 1944 per volontà dell’Azione Cattolica e con il sostegno e l’incoraggiamento del servo di Dio Papa Pio XII.

In questo lungo viaggio dentro la storia noi non abbiamo mai perso di vista la nostra identità e la nostra vera missione.
Il nostro fondatore Luigi Gedda amava dire: “tirar fuori da un ragazzo un giocatore è un obiettivo troppo modesto e per noi del CSI. L’uomo non è stato creato da Dio per diventare un grandissimo atleta. Dio non si sarebbe scomodato per così poco. Il CSI deve aiutare i giovani a scoprire la loro vera vocazione come cittadini, come padri e madri di famiglia, come operaio, come professionista e perché no…. anche come sacerdote. Altrimenti il CSI fallisce il suo scopo”.

Fra pochi giorni, Santo padre, si festeggeranno anche i 100 anni di vita del CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, qui rappresentato dal suo presidente Giovanni Malagò e da tanti Presidenti e dirigenti di federazioni, enti di promozione e discipline associate.
Il sistema sportivo italiano è oggi consapevole delle potenzialità educativa che lo sport può e deve testimoniare in ogni ambito ed in ogni contesto.

Infine, Santità, a me spetterebbe l’onore ed il compito di salutarla e di ringraziarLa a nome di tutti. É un compito bellissimo ma anche troppo grande per una persona sola ..

Come vede mi sono fatto aiutare da tre bimbi che rappresentano le migliaia di ragazzi che si trovano sul sagrato ed in piazza. Ma nemmeno questo è sufficiente.

Ci piace pensare che, seppur simbolicamente, ciascuna delle persone straordinarie, concrete e generose che oggi sono in piazza possano abbracciarla e salutarla.

Noi sappiamo bene di avere un allenatore speciale ed unico - Gesù Cristo - che è con noi ogni girono della nostra vita e che ci sostiene con amore ogni giorno della nostra vita.

Sappiamo anche di avere in lei Santità, un singolarissimo capitano. Un capitano che ha scelto il nome di Francesco per guidare e servire la Chiesa di oggi, per la missione della quale ci mettiamo a disposizione con tutti i nostri limiti ma anche con tanto entusiasmo.
Perdonerà Santo Padre, la nostra semplicità se utilizziamo il linguaggio sportivo per salutarLa tutti insieme

Con tutto il cuore, Grazie Santità…

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