Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

Voci e storie del 7 giugno

Voci e storie del 7 giugno

Ecco alcuni dei protagonisti fra gli 80 mila sportivi venuti a Roma per questa magnifica giornata.
Allenatori e campioni dello sport agonistico di ieri e di oggi

Elisa Santoni e Elisa Blanchi, Farfalle Ginnastica ritmica “La piazza è gremita di persone davvero motivate. È una grande emozione che non riusciamo nemmeno a descrivere! Tanti auguri al Centro Sportivo per questo momento davvero importante. Faccio anche un augurio a tutti i ragazzi affinché pratichino sempre sport, di qualsiasi tipo, con passione, gioia ed entusiasmo”.

Mauro Berruto, allenatore Nazionale Volley Italiana: “Per quanto uno possa provare ad immaginarsi una situazione del genere, non può mai avvicinarsi alla realtà. C’è un’atmosfera fantastica, mi complimento con il Presidente Massimo Achini che è riuscito ad organizzare un evento come questo. Lo sport è il messaggio più universale che ci sia”.

Dino Meneghin: “Prima di tutto provo stupore per i numeri; ho sentito parlare di circa 80mila persone , un dato che basta a dare la dimensione della forza e della grandezza del CSI. Oggi si è celebrata la festa dello sport in oratorio, un ambiente nel quale sono cresciuto, e devo dare atto al CSI di averlo sempre sostenuto. Del resto, l’oratorio, insieme alla famiglia e alla scuola, costituisce l’entità principale per la formazione delle generazioni future. Potrei dire che, in questo ambito, lo sport è un pretesto per fare educazione, per insegnare la vita comune, per aiutare i ragazzi a crescere bene in uno spazio controllato.”

Bruno Pizzul: “Al CSI auguro di andare avanti con questo spirito, con gioia, partecipazione e competenza. Quello del CSI è lo sport che unisce e non divide e che si fa col sorriso. Io ho avuto la fortuna di essere uno dei suoi primi tesserati, visto che la prima esperienza sportiva l’ho fatta nel 1946, quando avevo 8 anni. E il ricordo di quegli anni è ancora vivo. L’aspetto a mio avviso centrale dell’attività del CSI è che riesce a coniugare il momento agonistico con quello ludico e quello educativo, avendo il pregio di non perdere il passo col continuo cambiamento dei tempi e all’evoluzione sociale. Papa Francesco? Si è fatto accettare come un amico e si è reso interprete convinto del principio per cui il momento del gioco e dello sport sono fondamentali per la crescita degli uomini e delle donne di buona volontà”.

Giovanni Malagò: “Il CSI è una colonna del sistema sportivo italiano, non da oggi ma da sempre. E il suo è un messaggio preciso e forte, che raggiunge il cuore della gente. Ma l’aspetto forse più qualificante per il CSI è quello di essere sempre rimasto fedele alla propria mission e saldamente ancorato alla matrice cattolica, che personalmente apprezzo molto, senza con questo sminuire il ruolo e l’operatività degli altri enti di promozione. Per celebrare questo settantennio, che peraltro cade in fortunata coincidenza con il centesimo anniversario del Coni, rivolgo al CSI l’invito a non tradire mai le proprie origini e a conservare le proprie tradizioni, guardando al futuro con spirito di innovazione e cogliendo il cambiamento come un’opportunità e non come sinonimo di paura, oppure, peggio ancora, di costrizione. La festa in Piazza San Pietro, che ha coinvolto positivamente tutto il mondo sportivo italiano, ci ha reso ancora una volta l’immagine di un papa che è uno di noi, che sa esprimesi sempre con spontaneità, freschezza, genuinità. Un personaggio che non incute tiomore; al contrario, se lo avvicini, riceverai perlomeno un sorriso”.

Igor Cassina: “Confesso di aver provato più emozione oggi che non alle Olimpiadi di Atene nel 2004, quando ho vinto la medaglia d’oro. Finalmente, posso dirlo, sono riuscito ad incontrare un Papa. Avrei tanto voluto conoscere Giovanni Paolo II, ma il sopraggiungere della sua malattia me lo ha impedito. Poi è saltata anche l’opportunità di entrare in contatto con Benedetto XVI. Insomma, stavolta ho potuto vivere un momento unico, anche per quello che è Papa Francesco, un personaggio unico, dal carisma eccezionale. Ecco, se nella società di oggi possiamo avere ancora la speranza di riavvicinare i giovani ai valori della fede lo dobbiamo a lui. Per il CSI, avere vicino una figura come la sua, che manifesta apertamente un grande amore per lo sport, è un qualcosa di straordinario. All’Associazione auguro di continuare così, nella consapevolezza che certi traguardi è più difficile mantenerli che raggiungerli e che, come nello sport praticato, la capacità di trasmettere dei valori conta molto di più che vincere una medaglia d’oro.”

Davide Cassani: “Non ho fatto attività col CSI, ma sono cresciuto in oratorio diventando ciclista grazie a don Pierino, che da bambino mi portò per la prima volta a fare una pedalata con altri ragazzi un 25 aprile sul circuito dei Tre Monti guidando il gruppo con la sua 600. Ma la mia presenza a San Pietro è dovuta non solo alle mie radici ma anche al grande appeal di Papa Francesco e al profondo rispetto che nutro per il CSI, un movimento che avvicina i ragazzi allo sport nel modo migliore, senza esasperazione, privilegiando il gioco e il divertimento., insegnando le regole senza che siano imposte. Che cosa auguro all’Associazione? Nonostante i tempi cambino, di continuare a promuovere i valori antichi, perché sono pure quelli del domani.”

Emanuele Birarelli, capitano Italvolley
È una grande emozione anche per me, arriviamo da numerose trasferte siamo stati anche in Brasile e abbiamo colto con piacere l'invito del CSI, sono qui con il mio mister in rappresentanza del mondo della pallavolo italiana per ascoltare le parole di un capitano davvero speciale, papa Francesco

Emiliano Mondonico
"Una giornata come quella di oggi ti insegna a vivere il valore dello sport, il bisogno di superare le difficoltà, le stranezze, i pericoli, le tentazioni. Lo sport aiuta ad essere vincenti nella vita quotidiana.

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Dirigenti CSI

Don Alessio Albertini, Consulente Ecclesiastico Nazionale: “Ringrazio chi per tanto tempo ha lavorato nel CSI lasciandoci questa straordinaria e colorata associazione”.

Vittorio Bosio, Vicepresidente Nazionale: “Che lo sport arrivi ovunque e soprattutto fra i giovani. La nostra partita più bella è proprio quella di cercare di intercettare i loro bisogni”.

Ex Presidenti

Gaetano Torcinaro: “Il CSI propone uno sport per tutti, con tutti e di tutti. Uno sport che è festa, divertimento e socialità; uno strumento di ecologia interiore.”

Donato Mosella: “La vittoria sanno raggiungerla in tanti , ma riuscire a organizzare e a digerire la sconfitta è un talento straordinario, che hanno in pochi. E noi cerchiamo di allenarlo di giorno in giorno con l’aiuto di tanti volontari”.

Edio Costantini: “La memoria torna al 1944, quando il CSI fu pensato da Pio XII e Luigi Gedda per ricostruire la società italiana dilaniata dalla guerra. Ed oggi c’è ancora bisogno del CSI, per la sua capacità di promuovere l’uomo e di aiutare i giovani a dare un senso alla loro vita”.

Valentina Egidi, Presidente Provinciale del CSI Rieti
«Un’emozione grandissima: siamo partiti con 12 pullman da Rieti con innesti familiari e di amici alle nostre associazioni sportive che hanno voluto aderire. È proprio una grande famiglia questo CSI: dal 1994 vivo questa splendida Associazione e quello che mi auguro di più è che non perda mai la magica atmosfera che si respira nel CSI. Papa Francesco oggi ci ha dato una grandissima speranza e un grande insegnamento: continuiamo a giocare “di squadra”. A tal proposito vi racconto un aneddoto: con il CSI Emilia Romagna abbiamo creato un gemellaggio, ieri molti di loro hanno trascorso la giornata da noi ed oggi tutti insieme abbiamo fatto un pellegrinaggio da Saxa Rubra fino a Piazza San Pietro».

Pasquale Scarlino, Presidente Regionale CSI Campania
«Iniziativa stupenda è dir poco: questa giornata resterà storica perché non ricordo una Piazza San Pietro stracolma di bandiere blu e arancione. Siamo qui con la carica dei 4.500 da tutta la regione: è bellissimo aver visto i loro volti quando Papa Francesco parlava a tutti noi sportivi. E mi va di pensare che siamo solo all’inizio, perché una giornata da record come questa, va già sognata di essere superata».

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Racconti Società Sportive

Associazione Ginnastica Dolce (UISP), Monterotondo.
Parla Bernarda, 70 anni, con un simpatico accento sudamericano: “sono in Italia da 30 anni ma non mi era ancora capitato di venire a Roma per vedere Papa Francesco. Quest’anno anche io festeggio 70 anni come il CSI! Grazie allo sport mi sento in forma e sono potuta venire qui oggi”.

Comitato Pavia, Diego Scappini (Vice Presidente) “è magnifico il clima gioioso che si respira. Sono rimasto colpito dalle esibizioni dei bambini, sono bravissimi ed è bello vederli divertirsi insieme, da nord a sud”.

Associazione Sportiamo Onlus, Milano.
Ketty “la nostra associazione, fondata da Marco Rusicchio, si occupa di preparazione sportiva per disabili cognitivi e disabili in carrozzina. Alcuni ottengono ottimi risultati, come due ragazze che sono campionesse regionali di scherma su sedie a rotelle. Siamo qui con ragazzi e genitori per questo magnifico appuntamento che unisce proprio tutti. Siamo qui per vivere un sogno e per dimostrare che, “giocando all’attacco”, come ci ha detto il Santo Padre, possiamo superare tutte le barriere che la vita ci impone”.

Frontera Onlus, Villacidro, Cagliari.
Pina “i nostri ragazzi sono disabili mentali e partecipano ai tornei nazionali CSI di calcio a 5 contro normodotati con ottimi risultati. Qui con noi c’è Diego, uno dei nostri due portieri, che è felicissimo di ascoltare il Papa per il settantennio del CSI”.

ASO Cernusco
Fiorenza mostra orgogliosa la maglia gialla con la scritta “ASO 4 Papa” e augura “Buon compleanno CSI! Grazie CSI per sostenere le squadre negli oratori!”

ASD Haka Tahir Karate Judo Club, Sala Consilina, Salerno.
Carmelina, tecnico sportivo: “siamo qui con i ragazzi, alcuni genitori e nonni. Siamo felicissimi di festeggiare i 70 anni del CSI in questo modo, i bambini stanotte non hanno dormito dall’emozione”.

Polisportiva Maria Madre della Chiesa, Rossano, Cosenza.
Battista “abbiamo preparato gli striscioni della nostra società per farli vedere a Papa Francesco. Non vediamo l’ora di ascoltare il suo discorso sui valori dello sport. Non tutte le parrocchie ospitano attività ludico-sportive e speriamo che Francesco, con le sue parole, riesca a convincere tutti i parroci dell’importanza dello sport.”

ASD Castrum Picellulae, Amalfi
Michele e Andrea “è meraviglioso, ci sono persone da tutta Italia, di tutte le età, non solo atleti. Auguriamo al CSI almeno altri 70 anni così”.

Associazione Viadanica, Bergamo
Massimo
“Siamo un paesino piccolo ma riusciamo ad organizzare tante iniziative nel mondo CSI per i nostri compaesani. Per oggi abbiamo organizzato dei bus per arrivare tutti insieme e abbiamo fatto le magliettine proprio per questa giornata”.

CSI S. Antonio, Brindisi.
Chiara, 10 anni “giornata emozionante! Avrei voluto più campi per giocare di più!”

Marco, di un Oratorio che fa Sport per Disabili del CSI Cagliari
«Sono emozionatissimo: è la prima volta che sono assieme ai miei amici a Piazza San Pietro per incontrare Papa Francesco essere qui a un passo da lui mi ha trasmesso una sensazione unica; vedere il suo sorriso insieme ai sorrisi di tutti gli amici del CSI giunti dall’intero Paese. Che spettacolo!»

Maria, Comitato territoriale di Gubbio
«Tutti i miei nipotini giocano nel CSI: li vedo tornare felici dall’Oratorio ed allora quando ho saputo di questa iniziativa ho subito aderito con grande entusiasmo. Vedere Papa Francesco sorridere a tutti i bambini – racconta tenendo per mano la piccola Alessia - mi ha trasmesso una grandissima serenità».

Martina, dodicenne di Cava de’Tirreni
«Siamo venute con la mia Polisportiva a Roma per incontrare Papa Francesco; sono molto contenta di essere qui perché voglio bene al Papa e so che lui ne vuole tanto a tutti noi».

Gianfranco, mister dell’Accademia del Calcio Mesagne
«Passo tutte le mie giornate ad allenare i ragazzini dai pulcini ai primi calci nell’Oratorio che abbiamo voluto aprire a Mesagne. Il nostro è stato un paese dove il futuro dei giovani è stato terrorizzato da un evento tragico: la morte di Melissa a causa dell’attentato dinamitardo alla Scuola “Morvillo – Falcone” di Brindisi. Con la nostra Associazione siamo ripartiti da zero, proprio dai bambini. Oggi siamo qui con tanti genitori, perché crediamo fortemente che lo sport sia una scuola di vita».

Emanuele, consigliere provinciale del Comitato di Pisa
«Indescrivibile quello che stiamo vivendo oggi. Una grade emozione quando papa Francesco ha invitato tutti i presenti a un momento di preghiera e riflessione. Mi sono venuti i brividi.

Roberto del Comitato CSI Padova
«Varcando il colonnato mi sono venuti in mente i ricordi del 50esimo, un’emozione fortissima. Eppure quella di oggi supera di molto quell’evento: è stato bellissimo sentirsi abbracciati da questo Papa semplice che ha concesso a tutti i suoi sorrisi e le sue carezze. Desideravo che il Papa parlando della centralità dello Sport nella vita sociale invocasse i diritti del mondo del lavoro. Questo mi fa ancor più concepire questo Pontefice come un profeta dei nostri tempi».

Massimiliano, dirigente dell’ASD Gladiatori Tragliatella affiliato al CSI Roma
«Abbiamo fatto nostro il motto di Juri Chechi “nella vita è più importante una sconfitta pulita che una vittoria sporca”, stampandola nelle nostre magliette, che ha portato tutti i suoi ragazzi con la divisa delle squadre.

Laura del Centro Sport Abbadia
«Abbiamo sempre visto Papa Francesco in tv e la sua gestualità, il suo modo di comunicare ci hanno da subito stupito e trasmesso tantissime emozioni. Ora che siamo qui a pochi metri da lui sento molto importante questo incontro.Marta che è qui con me, proprio oggi fa il compleanno ed ha voluto come regalo Papa Francesco: che bellissima festa nella festa del CSI».

Giuseppe e Franco dell’Oratorio Marano del CSI Varese
«“Il calcio giocalo, l’Oratorio vivilo” è il nostro slogan, eppure troviamo grandissime resistenze per far vivere a tutti i nostri ragazzi la straordinaria esperienza di fare sport con gli amici e all’aperto. Noi siamo cresciuti in Oratorio e vogliamo che i nostri figli vivano le nostre stesse emozioni. Oggi proprio Papa Francesco ha detto che se in una parrocchia non c’è il gruppo sportivo, c’è qualche problema. Ecco è bellissimo essere qui con lui, perché sentiamo fortemente che lui è con noi».

Angela, 82enne “zia” del CSI Reggio Calabria
«Stare sotto il sole cocente di Roma non è stato semplicissimo eppure vale la pena per stare con Papa Francesco. D’altronde il sacrificio non è altro che rendere “sacro qualcosa” per cui oggi credo di aver vissuto una grande giornata pregando per tutti i miei nipotini ed amici che praticano sport nel CSI. Mi sento anche io una sportiva e non vedo l’ora di vivere un’altra esperienza assieme al Centro Sportivo Italiano».

Vito, Consigliere regionale del CSI Basilicata
«Dopo 20 anni torno in Piazza San Pietro ancora una volta col CSI: questa Associazione riesce ad essere moltiplicatore di gioia. Un augurio al Centro Sportivo Italiano? Di seguire le parole di Papa Francesco e continuare a “giocare in attacco” per cambiare lo Sport italiano e per far accrescere sempre di più l’importanza dei valori sportivi nella società civile».

Marcello dell’Oratorio San Girolamo del CSI Roma
«Ha ragione Papa Francesco: non può esistere Parrocchia senza un gruppo sportivo. Noi ci crediamo, e pure tanto. Facciamo attività gratuita per tutti, senza discriminazione, anzi accogliendo soprattutto chi non ha la possibilità di andare altrove. Lo sport non è quello che vogliono farci vedere in tv, fatto di violenza e di soldi: il vero sport è quello di oggi qui a Piazza San Pietro che abbraccia un uomo eccezionale come il Santo Padre».

Don Salvatore, parroco di un oratorio affiliato al CSI Lecce
«Siamo un piccolo paese del Salento dove l’unico centro sportivo è la Parrocchia; col nostro oratorio facciamo tutto: dal corso di cucina alla contabilità per i pensionati. Questo incontro con Papa Francesco ci spronerà a non mollare ed a lottare, andando oltre l’individualismo, come il nostro Santo Padre ci ha detto».

Gabriele dell’Oratorio Jolly del CSI Brescia
«Il nostro Oratorio è andato in…Nazionale! Siamo, infatti, della Parrocchia del C.T. Cesare Prandelli e proprio nella nostra struttura sportiva quest’anno si è aperta la Junior Tim Cup. Per noi l’Oratorio è un atto di fede. Per questo – aggiunge scherzosamente don Luciano, presidente dell’Oratorio – visto che ha accettato di buon grado di essere il nostro capitano, aspettiamo Papa Francesco al nostro nuovo campetto dopo l’estate».

Enzo dell’Oratorio Mirabello del CSI Parma
«Il cuore non ha periferia”, è il nostro slogan. Venire dal Papa che arriva “dalla periferia del mondo” rappresenta per noi un grande momento di preghiera e di festa».

Angelo, presidente regionale CSI Abruzzo
«Grande festa, grande occasione per il CSI per riunirsi attorno ad un Papa straordinario, come Francesco che ha saputo trasmetterci anche oggi tanta serenità ed umiltà. Due caratteristiche fondamentali per ogni sportivo: ci stiamo giocando una partita in cui non possiamo sbagliare per cui dobbiamo essere estremamente concentrati rispetto alle sfide educative».

Responsabili dell’associazione “La Rondine” di Cava de’ Tirreni che si occupa di sport per persone con disabilità
«Francesco ci trasmette una grandissima umanità, siamo veramente emozionati perché oggi accompagniamo dei ragazzi che amano fare sport ed amano la vita. Aver incrociato lo sguardo di Papa Francesco che uno ad uno li ha guardati e, profondamente, amati ci lascia una tenerezza enorme nel cuore».

Bruno da Ancona per la società sportiva Solidale
«Siamo arrivati questa mattina presto con un pullman di 60 persone, la nostra società pratica attività di calcetto e pallavolo proprio come accade qui al Villaggio dello Sport' è una bellissima emozione essere qui oggi e per noi è anche un particolare perché è la prima volta che veniamo a Roma ed incontriamo il Papa. Siamo per uno sport che promuove l'educazione proprio come sostiene il CSI e che non è significa solo fare movimento ma anche socializzare con le altre persone e divertirsi come accade qui oggi».

Gianluca da Brindisi con la società sportiva Sant'Antonio Mesagne molto attiva sul territorio attività di calcio, balli di gruppo, una ludoteca in via di apertura per ragazzi dai 15 anni in su, ed anche orienteering un'attività sportiva nuova sul territorio
«Stiamo vivendo un bellissimo momento, non vediamo l'ora di vedere Papa Francesco, dopo 11 ore di viaggio siamo stanchi, qualcuno si è anche sentito poco bene ma ne valeva proprio la pena».

Marco presidente della onlus Sportiamo di Giussano in provincia di Monza che organizza attività sportive per bambini disabili
«Abbiamo aderito all’invito del CSI con 54 persone perché ci sentiamo vicini alla missione dell'associazione, siamo qui per ascoltare il Pontefice che sicuramente è molto comunicativo e vicino ai giovani e allo sport, ha davvero 'carattere' e lui va il merito di riportare la Chiesa alla base, alla povertà, alla generosità, alla condivisione, riuscendo a convertire anche gli atei».

Alfonso, giovane sportivo che arriva da Apice in provincia di Benevento con la società sportiva Real Apice di calcio a 11
«Siamo qui per incontrare Papa Francesco e toccare con mano la sua bontà e umiltà, ci piace il mondo CSI per la passione che mette nello sport».


Dario da Santa Maria Hoé in provincia di Lecco, a Roma con la società sportiva omonima
«Siamo in 55, arrivati presto questa mattina per vedere Roma ma soprattutto per incontrare il Papa, amiamo lo sport così come lo ama il CSI e lo dimostra con tutto quello che fa».

Fiorenzo del gruppo Asus da Cernusco, arrivato a Roma con 260 persone e la maglietta "Asus for papa"
«Siamo qui per vedere il Papà ma anche per fare personalmente gli auguri al CSI che promuove lo sport negli oratori, lo sport vero, senza competizione e conflitto ma con gioia e condivisione».

Emanuele da Civitanova Marche con la società di pallacanestro Civitanovese
«Oggi ci sono tutte le famiglie dei nostri giovani giocatori di mini basket, non abbiamo fatto fatica a riempire un intero pullman da 55 persone e da subito c'è stato grande interesse per questo grande evento che stiamo vivendo con giova, cinque dei nostri bambini saliranno sul sagrato vicino a Papa Francesco. Qui si respira lo spirito sportivo del CSI e del Pontefice».

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