Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

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Insieme, non per solo sport

Oggi che la crisi educativa è esplosa in tutta evidenza, alimentata da diversi fattori culturali, sociali ed economici, in molti chiedono che ai giovani siano dati luoghi di aggregazione "forti", "significativi", che siano motori di una crescita ordinata, che sostituiscano i "non luoghi" (bar, centri commerciali, piazze, sale giochi...) che ora occupano il tempo libero dei minori. Auspicare che tra quei luoghi educativi vi siano le società sportive è cosa che non stupisce più nessuno, tutt'altro.

Il Csi avrebbe tutte le ragioni lasciarsi andare a un motivato "Ve l'avevo detto".

Risale agli anni Settanta l'avvio di una seria riflessione su struttura e compiti della società sportiva. Sposata l'idea dello sport come servizio alla comunità, fattore di promozione umana e sociale, la sua realizzazione non poteva che passare attraverso le società sportive, base e centro dell'Associazione. La società sportiva tradizionale - fu il presupposto dell'analisi - costituiva una aggregazione avente come finalità primaria, sostanziale, l'organizzazione delle attività e il conseguimento dei migliori risultati agonistici possibili. La vita associativa, quando era presente, rappresentava un di più. Nella visione del Csi di quel tempo, appunto dello sport sociale, non poteva bastare. Pur restando importanti la qualità organizzativa, tecnica e agonistica, lo scopo primario della vita associativa era ormai quello di favorire la maturazione personale dei praticanti e il progresso della collettività.

Questo slancio ideale portò a elaborare l'idea di società sportiva come comunità educante, ambiente orientato in primo luogo a favorire esperienze di vita globali, l'acquisizione di valori e sentimenti, l'avvio di relazioni significative, di scambi, di cooperazione tra i soci, nonché tra la società sportiva e la comunità ospitante. Insomma, più o meno 35 anni fa si auspicava una società sportiva che fosse "luogo" piuttosto che "non luogo". Era un progetto così audace, così in anticipo che dovette fare i conti con la realtà, portando a distinguere - cominciando dallo Statuto - tra società sportive affiliate, che aderivano in toto al progetto del Csi e si impegnavano a realizzarlo, e società sportive aderenti, che al Csi chiedevano essenzialmente servizi tecnici e organizzativi.