Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

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Pio XII e il battesimo dello sport

"Il mondo dello sport ha sentito il grande regalo ricevuto dal Papa che, sulla soglia di un ordine nuovo, attesta lo sport tra le forze corroboratrici e unitive della società. Mentre nessuno parla di sport oggi, se non con una certa degnazione e con molta superficialità, il Papa lo accoglie, lo studia, lo consacra, e lo presenta come strumento prezioso per la riconquista della vera pace. Si tratta di una svolta nella storia dello sport e di una svolta in ascesa perché nobilita la concezione dello sport di fronte all'opinione pubblica e nella coscienza degli sportivi." Così scriveva sulle pagine di Stadium del 28 maggio 1945 il presidente del Csi, Luigi Gedda, commentando il "discorso della Pentecoste" sullo sport pronunciato da Pio XII il 20 maggio 1945, nel cortile di San Damaso davanti ai dirigenti del Csi, del Coni e delle Federazioni. Gedda definì il discorso del Papa "un battesimo dello sport", ovvero una "consacrazione" dell'importanza umana, culturale e sociale che lo sport porta in sé. Un riconoscimento che superava di un solo balzo la visione retorica e propagandistica dello sport fascista e contestava lo snobismo con cui la cultura laica guardava allo sport quale fenomeno non degno di attenzione. Il Magistero della Chiesa sullo sport, proseguito dai successori di Pio XII, ha costituito e costituisce per il Csi il punto cardinale di orientamento su cui costruire la propria missione, la propria visione di una pratica sportiva di promozione umana e sociale, ispirata dai valori cristiani, e della sua validità come strumento pastorale e mezzo di evangelizzazione. Un lungo percorso che continua oggi nello sforzo di realizzare un gruppo sportivo in ogni parrocchia.