Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

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La grande stagione della politica sportiva

Tra gli obiettivi strategici chiaramente affermati dal Csi per il post Settantennio c’è quello del varo di una legge quadro dello sport, funzionale non tanto alla modifica della struttura generale del sistema sportivo italiano, quanto al riconoscimento del valore educativo e sociale dello sport, e del ruolo svolto nel Paese dalle società sportive di base. Dettare linee di politica sportiva non è mai stato nelle corde del nostro Parlamento, che nel periodo post-bellico si limitarono a confermare, con variazioni di poca rilevanza, il sistema creato dal Fascismo con la legge del 1942 centrato sul ruolo centrale del Coni e sulla preminenza dello sport di prestazione. Tale sistema era stato già contestato da Luigi Gedda, il fondatore del Csi, che aveva elaborato e sottoposto a forze parlamentari un proprio progetto sistematico di sistemazione dello sport, la “Carta dello sport italiano”. Vi si distingueva tra sport agonistico, sport di tempo libero, sport scolastico, ciascuno dei quali aveva un proprio ordinamento. Il desiderio di una legge quadro rifiorisce dopo che il DPR 616 del 1977 assegna alle nuove Regioni responsabilità in materia sportiva. Il Csi batte tutti sul tempo e ispira (1983) la Proposta di legge dell’on. Brocca (DC) su «Norme per lo sviluppo delle attività motorie e sportive dell’associazionismo sportivo». Altre proposte di legge per la riforma sportiva arrivano nei 2-3 anni successivi da varie parti e nel vasto dibattito che ne segue sulle varie ipotesi e sulla possibilità di ridurle a una formulazione di sintesi tutto si diluisce e si blocca. Nonostante gli anni ’80 possano essere etichettati come “la grande stagione della politica sportiva”, i risultati sono nulli. È un peccato, perché lo sport sta cambiando, l’ascesa di domanda di sport sociale è inarrestabile. Il Csi lo sa benissimo, anche perché concorre a fare crescere tale domanda, ma tutto è inutile. Bisogna rassegnarsi e attendere tempi più favorevoli.