Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

« Torna indietro

L'attività di solidarietà internazionale

Nel 2002 l’ONU rendeva noto un report stilato da una sua task force sul contributo che lo sport poteva fornire allo sviluppo e alla pace nei paesi del Terzo Mondo. Si concludeva che lo sport era un valido strumento per promuovere in quei paesi salute, educazione, sviluppo sostenibile, pace, comunicazione, cooperazione. Le Nazioni Unite si appellavano quindi alle organizzazioni sportive internazionali perché operassero in tale direzione. In quel momento il Csi aveva già alle spalle un’esperienza decennale nel settore. Nel 1993 Csi e Conferenza Episcopale Italiana avevano avviato il progetto “Sport for Africa”, con una prima operatività in Camerun per promuovervi la nascita di un’associazionismo sportivo educativo giovanile, sul modello Csi. La filosofia si rispecchiava nel famoso assunto: “Non ti dò il pesce da mangiare, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla”. L’operazione portò alla formazione di operatori, alla nascita di società sportive in diverse città e infine, nel 1998, alla nascita del Centro Sportivo Camerunese (C.S.C.). L’esperienza aprì le porte a numerose altre analoghe in varie parti del mondo: Albania, Benin, Brasile, Bulgaria, Centrafrica, Colombia, Congo, Ecuador, Nepal, Palestina, Tanzania, Terra Santa, Zambia. Oggi il Csi è un’associazione che ha come palcoscenico di solidarietà il mondo intero, e che forse dovrebbe cambiare significato alla sua sigla, trasformandola in Centro Sportivo Internazionale.