Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

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I Provveditori agli Studi appoggiano il Csi nel suo sforzo di introdurre lo sport nella scuola

"Tenuto conto che il Centro Sportivo Italiano, sorto con lo scopo di disciplinare, coordinare e sviluppare le attività sportive, escursionistiche e fisico-ricreative in genere per il perfezionamento fisico e morale dell'individuo, dimostra con l'organizzazione dei predetti campionati, un efficace interessamento per l'educazione fisica e lo sport giovanile, mediante gare che più si addicono alle masse studentesche e che da queste possono essere praticate nel momento attuale, con più facilità e minor dispendio di mezzi, si invita la S.V. a dare cordiale e attiva collaborazione agli Enti periferici del Centro anzidetto, per la migliore riuscita delle manifestazioni da esso indette". 

Era questo il contenuto di una lettera con cui il Ministro della Pubblica Istruzione, Vincenzo Arangio Ruiz, invitava nel 1945 i Provveditori agli Studi ad appoggiare il Csi nel suo sforzo di introdurre lo sport nella scuola, dove si continuava a proporre ai ragazzi la sola educazione fisica. La scuola, diceva il Csi, non può essere per i ragazzi un tempio o una tana. I giovani alunni devono poter fare attività sportiva all'aria aperta, sui campi di gioco e nei cortili. L'educazione fisica concepita come ginnastica non può bastare, oltretutto è ripetitiva e noiosa; meglio allora che lo sport entri nella scuola o, piuttosto, che la scuola esca nello sport. Portare o sport nella scuola era una strada irta di difficoltà: mancanza di docenti, povertà di impianti, pregiudizi culturali. Meglio l'alternativa: portare la scuola nello sport. Fu così che nella primavera del 1945 il Csi organizzò nell'Italia centro-meridionale (il Nord doveva ancora essere liberato) i Campionati per studenti medi, denominati "Trofeo Coni". L'Associazione mise a disposizione le sue strutture tecniche ed organizzative che resero possibile organizzare anche gare locali di atletica, ciclismo, tennis, calcio, scherma, pallacanestro. L'anno successivo l'iniziativa fu promossa su tutto il territorio nazionale e nacquero i Campionati Studenteschi. I Campionati erano indetti dal Csi su mandato del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1946 il programma fu notevolmente potenziato. Sport obbligatori divennero atletica, calcio, ciclismo, ginnastica, pallacanestro; come sport facoltativi furono scelti pattinaggio, pallavolo, rugby, tennis e scherma e in un secondo tempo gli sport invernali. Invariati rimasero il limite minimo di età dei partecipanti (dai 13 ai 14 anni, secondo gli sport) e la scelta di programmi tecnici impostati in modo da rispettare la giovane età degli iscritti. All'inizio i Campionati Studenteschi ebbero carattere esclusivamente locale e si esaurivano con le finali provinciali (il calcio terminava a livello locale); più tardi, nel 1950, il programma dei Campionati Studenteschi cominciò a comprendere le finali nazionali, aperte a selezioni provinciali. I Campionati Studenteschi, che ad un certo punto cambiarono il nome in "Criterium Studenteschi", ebbero vita quasi ventennale. Poi arrivarono i Giochi della Gioventù proposti dal Coni, ma l'idea che la scuola dovesse "sposare" lo sport non ha mai abbandonato il Csi.