Le società sportive con Papa Francesco

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014

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Il Csi e il sistema sportivo italiano

Quando il Csi fu fondato, nel 1944, la guerra era ancora in corso e nessuno poteva prevedere quale sistema sportivo avrebbe preso il posto di quello monopolizzato e ferramente controllato dal Fascismo. La cosa non era chiara nemmeno a guerra finita, si pensava di liquidare il Coni e poi chissà. Ma il commissario liquidatore, Giulio Onesti, fece tutt'altro, tenne in piedi il Coni e anzi riuscì a farlo crescere grazie ai proventi di quella straordinaria invenzione che fu il Totocalcio. Nacque così un sistema sportivo che non aveva paralleli nel mondo: indipendente economicamente, non sovvenzionato dallo Stato, tutto gestito dagli sportivi espressione delle Federazioni (lo slogan era "Lo sport agli sportivi"), riunito intorno a un Comitato Olimpico permanente e unico responsabile del sistema. Il Csi, che inizialmente aveva pensato di creare un proprio sistema, con un proprio modello, "cugino" paritario del Coni, capì presto che non si poteva fare altrimenti che adattarsi alla situazione, inaugurando con Coni e Federazioni una politica di collaborazione sia pure "critica". La cooperazione con le Federazioni passava dalle convenzioni (le prime subito nel dopoguerra), quella con il Coni attraverso il supporto esterno a campagne di politica sportiva (particolarmente incisiva quella per l'approvazione della legge "Fifty-fifty" su una diversa ripartizione del proventi del Totocalcio tra Stato e CONI). La situazione rimase immutata fin oltre l'anno 2000, con il Csi parte decisiva della storia della promozione sportiva in Italia, riconosciuto dal Coni come Ente di promozione negli anni Settanta, stimato per la capacità fornire a tutti progetti e suggerimenti innovativi, ma sostanzialmente sempre soggetto esterno al sistema Coni-Federazioni. Questa formula è cambiata solo da poco, quando la "specificità" del sistema sportivo italiano si è incrinata, con la perdita di autonomia finanziaria (crisi del Totocalcio e finanziamento assegnato dallo Stato) e gestionale (Coni Servizi che ha come unico azionista lo Stato). I primi passi verso un nuovo sistema hanno visto gli Enti di promozione entrare negli organi di governo del Coni, con il Csi che per il secondo mandato olimpico oggi siede nella Giunta dell'Ente Olimpico, mentre si auspica e si attende una riforma più ampia dell'intero modello sportivo italiano.